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Novità in materia di TFR e previdenza complementare dal 1° luglio 2026

  • Immagine del redattore: dott. Andrea Maiolo
    dott. Andrea Maiolo
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Importanti sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 in merito alla destinazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Le nuove disposizioni puntano a rafforzare la previdenza complementare ed entreranno in vigore per le assunzioni effettuate a partire dal 1° luglio 2026.

Di seguito vi riepiloghiamo i punti salienti per la gestione dei vostri dipendenti.


Riduzione dei tempi per la scelta del lavoratore

-          Fino al 30 giugno 2026, i lavoratori hanno a disposizione 6 mesi (180 giorni) dalla data di assunzione per decidere se destinare il proprio TFR a un fondo pensione o lasciarlo in azienda.

-          Per i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026, il termine per effettuare la scelta viene ridotto drasticamente a 60 giorni dalla data di assunzione.

-          Entro tale termine, il neoassunto dovrà comunicare all'azienda se destinare il TFR a una forma di previdenza complementare oppure mantenerlo secondo il regime ordinario in azienda o presso il Fondo Tesoreria INPS.

Il meccanismo del "Silenzio-Assenso" e i contributi

-          Se il lavoratore non esprime alcuna scelta entro i 60 giorni previsti, scatterà in automatico il meccanismo del silenzio-assenso.

-          In questo caso, il TFR maturando verrà automaticamente destinato al fondo pensione previsto dagli accordi aziendali o dal CCNL applicato, oppure, in mancanza di questo, al fondo residuale (attualmente il fondo Cometa).

-          La novità più rilevante è che l'adesione automatica non riguarderà più solo il TFR, ma comporterà anche il versamento della contribuzione a carico del lavoratore e del datore di lavoro, nella misura stabilita dai contratti collettivi.

-          Per i dipendenti alla prima assunzione assoluta, l'adesione automatica si applica in toto.

-          Per i dipendenti non di prima assunzione, il silenzio-assenso opera solo se nel precedente lavoro avevano già aderito a un fondo pensione.

-          Risultano esclusi dal silenzio-assenso i lavoratori che nel rapporto lavorativo precedente avevano scelto di mantenere il TFR in azienda.

Versamento al Fondo Tesoreria INPS

-          Dal 1° gennaio 2026, sono tenuti al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS anche i datori di lavoro che raggiungono la soglia dei 50 dipendenti (calcolata in base alla media annuale dell'anno solare precedente).

-          Per il biennio 2026-2027 è previsto un periodo transitorio: l'obbligo non opera se la media dell'anno precedente è inferiore a 60 dipendenti.

Cosa cambia in pratica per le aziende

A partire dal 1° luglio 2026, per evitare errori e responsabilità in capo all'azienda, sarà obbligatorio farsi consegnare tempestivamente dai neoassunti la seguente documentazione:

-          La data di decorrenza dell'anzianità contributiva, ovvero la data del primo periodo di versamento previdenziale assoluto.

-          Il modulo con la scelta della destinazione del TFR debitamente compilato.

-          In mancanza della ricezione di questi documenti entro i 60 giorni, l'azienda si troverà costretta a procedere d'ufficio all'iscrizione del dipendente al fondo complementare di categoria.

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